

Peter Pan, il bambino che della fantasia ha fatto la sua bandiera, nacque dalla penna di James Barrie come personaggio di un libro per adulti. E se la Disney ha riportato il target della sua storia agli scolaretti a cui teoricamente si confà di più credere alle fate, l'impatto che l'eterno bambino ha avuto sulla società dell'ultimo secolo è stato sentito soprattutto da quelli che bambini non erano più. Ed è per questo che tanta parte della caterva di film, libri e opere varie, che da Peter Pan hanno preso ispirazione, gira tutta intorno alla malinconica volontà degli adulti di ritrovare la loro sepolta attitudine naïve.
Video. TUTTI POSSONO VOLARE
In Hook, un quarantenne Robin Williams interpreta un Peter Pan cresciuto che è costretto a tornare all'Isola che non c'è per salvare i propri figli. Lì dovrà ricordarsi del suo passato e reimparare ad usare la fantasia per sconfiggere il suo – poco più che coetaneo – Capitan Uncino. Finding Neverland, nel 2004, ha visto Johnny Depp impersonare Barrie, alle prese con la creazione dello spettacolo teatrale che diventerà il grande classico della letteratura.
Video. FINDING NEVERLAND
Se è vero che probabilmente molto di ciò che è poi stato trasformato in Peter Pan deriva dalla biografia dell'autore – affetto da un problema allo sviluppo, la sua crescita ormonale si bloccò circa ai dieci anni, provocandogli anche una forma di nanismo – ma il ritratto che il film Findeing Neverland fa di Barry è sostanzialmente una rappresentazione accurata del quadro sintomatico della cosiddetta Sindrome di Peter Pan che, pur non essendo medicalmente riconosciuta, fa parte di quella che è comunemente chiamata psicologia pop. Ad inventarsi questo nome per un “disturbo” che affligge l'umanità dai suoi albori è stato Dan Kiley, nel suo libro “Sindrome di Peter Pan: Uomini che non sono mai cresciuti”.
Video. A TOYS ORCHESTRA - PETER PAN SYNDROME
L’analisi di Kiley affibbia a quei maschi che non riescono ad adattarsi a società e relazioni la definizione di Peter Pan. Insomma, quelli che in Italia sono i noti “bamboccioni” e i mammoni di tutto il mondo, che vivono attaccati alla gonna della mamma e saltano da una storia romantica all'altra per il terrore di ingabbiarsi in situazioni senza uscita. Al loro opposto, Kiley piazza quelle donne che non riescono a smettere di prendersi cura dei loro partner con un atteggiamento propriamente materno: a loro ha dedicato il libro “Il Dilemma di Wendy”. Grandi che vogliono rimanere bambini, e bambini che vogliono diventare grandi: è la storia più vecchia del mondo, quella per cui nessuno è soddisfatto di quello che ha. La nostalgia è lecita, il timore è naturale, ma la paralisi è da evitare.
Video. PETER E WENDY