

A capo della Flash Mob Society ci sono tutti e nessuno. Ognuno crea, chiunque sceglie, chi vuole agisce. Ma tutti si fa la stessa cosa. Per vivere questa tendenza, che invade pacificamente numerose città in tutto il mondo, occorrono solo creatività, contatti e voglia di divertirsi.
Video. FREEZE
Una folla si riunisce in un lampo per poi disperdersi. Veloce e indolore, la Flash Mob Society agisce attraverso il passaparola al di fuori degli organi convenzionali: via sms, mail, oppure tramite i social networks. Possono distinguersi diverse forme di flash mob, come il pillow fight (la battaglia dei cuscini), il freeze flash mob (dall’inglese freeze, ovvero congelato, cioè immobile) o il Silent rave, durante il quale i partecipanti si radunano sul posto dotati di lettori musicali e cuffiette ballando nel più completo silenzio ognuno la propria musica.
Video. PILLOW FIGHT, NYC
Il primo flash mob risale al 2003 e venne organizzato a New York. Il primo nel Vecchio Continente è stato invece quello di Londra, nel 2007, quando circa 4mila persone si diedero appuntamento alla stazione Victoria e, cuffiette in testa, iniziarono a scatenarsi a ritmo di danza per circa due ore. Nel 2009, sulle note di I Gotta Feeling dei Balck Eyed Peas, un grande flash mob ha preso vita durante il concerto della band a Chicago. Nel maggio scorso, il più partecipato della storia, almeno per ora, ha coinvolto 18.000 persone alla Telenor Arena di Oslo.
Video. TRIBUTE TO MICHAEL JACKSON
Ovunque nel mondo. Non c’è ormai grande città che non ne abbia ospitato almeno uno. Dall’America all’Europa, passando per l’Asia.
Video. FLASH MOB BANANA BANG
Unico obiettivo: spezzare la quotidianità. Nessuna motivazione politica, religiosa o sociale e rigorosamente senza fini di lucro, i falsh mob vengono organizzati al solo fine di incoraggiare la piena libertà di espressione, senza alcun paletto a definire il campo della creatività personale. Motivo per cui i flash mob si impongono come “nuova arte di massa”.
Video. T-MOBILE DANCE