

Altro che starlette che si spogliano sulla spiaggia della croisette. È la politica lo scandalo più amato da
Cannes. Nel 1968 le proteste degli studenti arrivarono al Festival portando alle dimissioni l'intera giuria
per solidarietà con il movimento. Nessun premio fu assegnato. Nel 1987 scoppiò lo scandalo del razzismo
quando venne inserito in rassegna, per la prima volta nel dopoguerra, un film africano: alla premiazione uno
spettatore insultò il regista dandogli dello "sporco negro" in mondovisione. Il Festival innescò rabbia e
boicottaggi da parte dell'Unione Sovietica, di Iran e Cina, presentando e premiando dissidenti ostili ai
diversi regimi. Anche il Vaticano si è risentito con Cannes, come quando è stata premiata la Dolce Vita
(nel 1960) o contro la proiezione del Codice da Vinci nel 2006.
Anche quest'anno lo scandalo è arrivato, puntuale come un treno svizzero. Il premio per il miglior scandalo
2011 è stato assegnato all'unanimità al regista danese Lars Von Trier. Il film che ha presentato,
Melancholia, non c'entra nulla. È stato Von Trier in persona a meritare il premio per le sue dichiarazioni:
"Sono sempre stato a favore degli ebrei, ma capisco Hitler. Anche se penso che abbia fatto del male, a volte
lo immagino nel suo bunker e credo di capirlo come uomo" e di considerare Israele come "una spina nel fianco".
La stampa a Cannes non aspettava altro e ha dato fiato alle trombe. Von Trier è stato invitato a lasciare il
Festival.
Video: LARS VON TRIER E HITLER (durata 2 minuti)
Per gli amanti del cinema americano, Hollywood è il cinema. Vincere l'Oscar significa diventare i re della settima arte. Eppure molti critici storcono il naso: ma che arte? Gli Oscar sono l'unico Festival dove vince il mercato, dove si tende a premiare i film di maggiore successo commerciale! L'Oscar è la consacrazione del film più amato dell'anno, film che magari di autore hanno ben poco, come Forrest Gump, Il Gladiatore, Titanic, Chicago o Shakespeare in Love. Hollywood forse non è il luogo del cinema come arte. Ma lo è per gli scandali. E qui gli scandali non riguardano tanto battute o dichiarazioni, anche perché non è un festival che si prende troppo sul serio. Lo scandalo agli Oscar riguarda gli oscar stessi: quando cioè ci si dimentica di dare la statuetta al successo dell'anno. The Social Network battuto dal Discorso del re? Scandalo! Ghost battuto da Balla coi Lupi? Scandalo! Avatar battuto da un film della Bigelow, tanto insignificante che sfido chiunque a ricordarsi il titolo? Scandalo!
Video: GLI ERRORI DEL GLADIATORE (durata: 1 minuto)
Lebanon. Lussuria-Seduzione e Tradimento. Magdalene. Il ritorno. Il segreto di Vera Drake. Titoli di film che negli ultimi dieci anni hanno vinto il Leone d'Oro come Miglior Film a Venezia. Film che nessuno o quasi ricorda di aver visto in una sala. Da sempre questo è lo scandalo che alimenta le polemiche su Venezia: va bene cercare di premiare il cinema d'autore, ma suvvia, si chiama "cinema" anche perché va proiettato in un cinema, possibilmente con qualche spettatore dentro. Quindi lo scandalo spesso nasce dopo che il festival è finito, quando il film vincitore fatica a essere distribuito sui mercati, segno non solo che la qualità premiata si è rivelata troppo astratta, ma segno anche, purtroppo, che Venezia nel corso degli anni ha perso la garanzia di qualità per il pubblico e, quindi, per i distributori.
Video: TRAILER FAUST (3 minuti)
Ma lo scandalo più grosso di tutti rischia di essere questo. Si sa che i tedeschi amano pensare in grande, specie in campi dove un tempo erano maestri. Il cinema, ad esempio. Quasi un secolo fa era Berlino la mecca del cinema, che sfornava capolavori come Metropolis o l'Angelo Azzurro, film che riempivano le sale di tutto il mondo. Poi è successo quel che è successo e nella cultura la Germania è stata presa a spallate dal mondo anglosassone. Così anche per il cinema. Ma da oltre un decennio è cominciata la rimonta. Il cinema tedesco gode della miglior salute in Europa, con fenomeni mondiali come Le vite degli altri, Goodbye Lenin e i film culto di Fatih Akin. Un cinema che riesce a mettere insieme arte e gusti del pubblico. Allo stesso modo il Festival di Berlino non lo dice chiaramente, ma con la forza di una città che in quei giorni diventa tutta un festival, vuole riprendere lo scettro che era suo nella notte dei tempi del cinema. Scalzando Venezia, Cannes e, magari, perfino Hollywood.
Video: SOUL KITCHEN (durata: 1 minuto)