Néo: ERASMUS FOREVER
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VIVERE ALL'ESTERO:
LA SFIDA ERASMUS


Catapultati in una nuova realtà, gli studenti Erasmus si ritrovano ad affrontare una serie di difficoltà iniziali, dagli aspetti burocratici a quelli linguistici. In che modo riescono a superarle e ad acquisire una sensibilità interculturale da diventare cittadini del mondo? “Da domani questa sarà la vostra nuova vita: in una città che non avete mai visto prima, dove si parla un'altra lingua, insieme a persone che non conoscete minimamente.” Paula – Responsabile Erasmus Madrid Date le premesse, l'impatto iniziale di sicuro è abbastanza forte.

I PRIMI GIORNI

Arrivati all'estero, gli Erasmus trovano per i primi giorni sistemazione in un ostello, ma si devono subito mettere alla ricerca di una casa. Il compito non è dei più semplici, complice il fatto che non si conosce ancora bene la lingua e che a volte gli studenti stranieri non sono visti di buon occhio da tutti. Una volta trovata una stanza le sfide non finiscono. Gli Erasmus sono costretti a fare i conti - molto spesso per la prima volta nella loro vita - con le faccende domestiche: la spesa, la cucina, il bucato.

Poi ci sono tutta una serie di incombenze burocratiche con l'università di origine e quella ospitante. Una quantità infinita di carte da leggere, moduli da compilare, fax da inviare che non li abbandoneranno mai fino al rientro nel loro paese e alla chiusura definitiva della pratica per ricevere la tanto agognata borsa di studio. Si, perché i soldi arrivano, ma non subito. A volte ci si ritrova ad anticipare le spese, e si deve stare attenti a seguire scrupolosamente le regole imposte dalla propria università e dall'Unione Europea.

ERASMUS LIFE

Insomma, gli Erasmus hanno talmente tante cose da fare che non si rendono nemmeno conto del tempo che passa, e dell'incredibile esperienza di fronte alla quale si trovano. Ma superate le difficili prove iniziali, hanno improvvisamente a disposizione una marea di tempo libero.

A entrare nella mentalità del posto non ci vuole molto. Gli Erasmus fanno ancora meno fatica a stringere nuove amicizie. Non conoscendo nessuno, sono infatti tutti ben disposti verso i propri simili per conoscersi, confrontarsi, condividere la propria avventura. Non ci si deve quindi meravigliare se una persona di cui si ricorda a mala pena il nome inizia a raccontarci la storia della sua vita. Gli Erasmus si sentono tutti come una grande famiglia, basta essere accomunati da questa condizione speciale per diventare migliori amici dal primo momento in cui ci si conosce. Si cerca sempre di fare le cose tutti insieme, coinvolgendo quanta più gente possibile, anche se durante il primo periodo si formano necessariamente dei gruppi a seconda della lingua parlata.

”Dopo una settimana tutti sanno dove sono gli Erasmus: in spiaggia, all'università, al barrio. E le tribù si sono già spartite il territorio: per il mare la mattina – cioè a partire dalle 14 – la seconda passerella della spiaggia è degli italiani; gli anglofoni sono vicino alla zona del beach-volley; i tedeschi dove vendono birra; per l'università il club social uno – la mensa – è degli italiani, il dos degli stranieri, la biblioteca è un po' di tutti e la palestra pure.” Camille - Francia.

I primi mesi scorrono veloci tra lezioni universitarie, cene internazionali, feste in discoteca quasi tutte le sere e una manciata di viaggi. Ormai la novità ha lasciato il posto all'abitudine e quella che all'inizio era per loro una città sconosciuta, non ha più nessun segreto. Ad un tratto gli Erasmus si rendono conto di essersi integrati perfettamente nella loro nuova vita e per nulla al mondo la scambierebbero con quella passata.

LIFE IN ERASMUS (durata 3:32 minuti)

Sapevate che sull'Erasmus è stata scritta anche una canzone ufficiale?







Nèo Federico Sciascia

Federico Sciascia

Roma (Italy)
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