Néo: CHANGING MY COUNTRY
facebook Stampa

UK: COSTRUIRE UN SENSO DI COMUNITA’ BASATO SU OBIETTIVI CONDIVISI E RECIPROCITÀ

Diffondere una cultura che porti ogni individuo a vivere meglio e in modo più sano in una società che sia in grado di crescere in armonia con la natura e tra gli individui che ne fanno parte. Anche il sistema di pubblica assistenza è al centro dell’attenzione: si dovrebbe cercare di fornire uguali opportunità in partenza per tutti, ma al tempo stesso occorre che chi riceve sia portato a dare qualcosa in cambio, centrando la comunità sul concetto di reciprocità. Proprio il concetto di comunità si erge al di sopra di tutto il resto, come i servizi di base o i trasporti: ciò che si vorrebbe è una Gran Bretagna che sia comunità in cui ognuno si senta parte attiva e coinvolto nel perseguimento di obiettivi condivisi, invece che limitarsi a identificare se stessi con il lavoro che si svolge o con il ruolo nella propria famiglia. Prima di leggere alcune delle risposte, vediamo una gallery sui 5 personaggi britannici su cui si punta per il futuro.

GALLERY. 5 PERSONAGGI PER UNA NUOVA GRAN BRETAGNA

“Dimmi il personaggio che consideri una speranza per il futuro per il tuo paese (nome e perchè)”. Ecco chi sono emersi nelle risposte della nostra ricerca.

LA GRAN BRETAGNA DEI NOSTRI SOGNI

GRANT DUDSON

“Orientare tutti alla realizzazione individuale per far crescere il Paese”

Mi piacerebbe realizzare una strategia che offra opportunità per tutti. Opportunità che non implichi l’età, il sesso o l'etnia, ma la voglia e la fame di persone che vogliono realizzare se stessi. Ciò sarebbe favorito da programmi di istruzione di base e di formazione basati su tirocini, corsi e altre iniziative ad hoc. Dovrebbero essere messi in atto specifici programmi finanziati dal governo per fornire le risorse necessarie agli insegnanti e a professionisti di comprovata esperienza che possano trasmettere le conoscenze più qualificate a quelli che desiderano apprenderle. I programmi dovrebbero essere concepiti in modo tale che le migliori competenze sociali/ creative/di stile di vita dovrebbero essere affrontate all'interno di ogni singola materia di studio. Questo modello di istruzione potrà migliorare in modo drastico le relazioni all'interno della società, darà impulso alle motivazioni individuali e potrà creare un movimento funzionale ben equilibrato che stimoli la crescita e il cambiamento positivo per l’intera nazione.


ROSE BONSIER

“Il mio sogno è un progresso in armonia con la natura”

Economicamente, il Regno Unito è un paese molto sviluppato con un buon tenore di vita e progresso tecnologico e sociale. Tuttavia, stiamo sfruttando troppo le risorse naturali per mantenere il nostro stile di vita. Come dimostrano le recenti inondazioni, una volta che la nostra infrastruttura artificiale è minacciata dobbiamo lottare per mantenere il nostro stile di vita. Mi piacerebbe che fossimo in grado di lavorare in armonia con la natura, dobbiamo trovare una fonte di energia pulita e rinnovabile per alimentare il nostro mondo moderno e il nostro progresso. Io non sono una hippy o una eco-estremista, anche se questo può sembrare un cliché o apparire troppo idealista, ma io amo il nostro pianeta e credo che una buona e sostenibile soluzione energetica avrebbe un impatto positivo per l'industria e la vita quotidiana di tutte le persone.


ADRIAN PEACH

“Renderei le case a prezzi accessibili per la gente comune, e de-privatizzarei i servizi essenziali (acqua, sanità, trasporti ..... che si basano in ogni caso sul sostegno del governo)””


A.G.

“Rendere obbligatorio il voto per ogni adulto”

Proposta? Rendere obbligatorio il voto per ogni adulto. In questo mondo tecnologicamente avanzato non c’è più ragione di avere un solo sistema di voto, cioè il classico X su un foglio. In questo modo il voto obbligatorio non avrebbe l’immagine di gente prelevata con la forza e portata alle urne in manette. Ma, al contrario, questo farebbe sentire le persone più coinvolte nella politica e nei processi decisionali e, nel lungo termine, si determinerà un cambiamento anche nella scelta dei politici che rappresentano il popolo: non solo i soliti candidati provenienti dalle classi più alte della società della British Society ma persone di diverse estrazioni sociali. Ovviamente non è un cambiamento che porterebbe a vedere una rivoluzione nel mondo della politica e nello stile di vita inglese, ma piano piano vedremo una Gran Bretagna governata più dal suo popolo e ciò porterà a dei risultati positivi.


FEDERICA PASINI

“Quello che manca è solo la cultura del buon gusto e del buon cibo”

Londra è una città che funziona. La pubblica sicurezza funziona, il pubblico trasporto anche. Le università funzionano, se non si ha la possibilità di essere appoggiati dai genitori è facile ottenere finanziamenti ripagabili, una volta ottenuto un lavoro, a rate proporzionali allo stipendio. Il mercato del lavoro funziona, quasi tutti pagano le tasse e c’è poca frustrazione. La pubblica amministrazione è molto attenta a ciò che accade intorno, promuove campagne pubblicitarie molto efficaci contro le malattie mentali, contro il fumo e contro gli atteggiamenti pericolosi per la pubblica sicurezza. L’informazione ai cittadini è immediata e precisa. Sicuramente incentiverei la cultura di una dieta sana per evitare malattie e problemi alimentari. Proporrei delle attività “salutari” per evitare che i giovani si buttino via con alcool e droghe ogni week end, mostrando loro la possibilità di avere rispetto per il proprio corpo. Quello che manca a Londra sono solo la cultura del buon gusto e del buon cibo.


DANIEL TRURAN

“Ogni nazione deve contribuire al progresso della civiltà”

Eleggerei le persone per governare il mio paese, veramente elette da me e non scelte da interessi politici. Quindi vorrei iniziare cambiando il sistema di voto elettorale dal voto proporzionale (che mantiene vecchi politici e i partiti per sempre al loro posto) ad un sistema di voto diretto che permetterebbe le reali intenzioni delle persone che vengono elette. Vorrei mettere un tetto della spesa per propaganda elettorale al minimo, abolendo totalmente ogni possibilità di finanziamento da parte di aziende e istituzioni per evitare azioni sleali di lobbying = potenti ricchi di aziende / enti che acquistano le leggi che sono utili solo a loro, grazie alla loro ricchezza. Vorrei introdurre un sistema educativo simile a quello della Finlandia, dove gli insegnanti e il sistema educativo, l'elemento vitale di qualsiasi paese, sono pagati molto bene e selezionati molto bene in modo da garantire la migliore istruzione. Vorrei promuovere politiche di collaborazione intense e di leggi che consentano a ogni nazione di evitare di agire ognuna per i fatti suoi, ma di vedersi parte fondamentale del progresso della civiltà nel suo complesso.


KATIA FERNANDES

”Riformare l’assistenza sociale: chi riceve deve dare qualcosa in cambio”

Se fossi il primo ministro del Regno Unito non farei niente di straordinario ma cambiamenti in tante piccole cose che messe insieme determinerebbero un’azione visionaria. Farei in modo che il costo delle bollette come gas, elettricità, acqua e la Council tax fossero più eque. Farei in modo che tutte le società al di sopra di un determinato ammontare di profitto adottassero un ente di beneficenza e finanziassero programmi di impatto sociale. Vorrei riconsiderare le tasse universitarie e farei in modo che anche chi è povero possa accedere alle università. Vorrei riformare il sistema assistenziale per gli stranieri e per gli inglesi, per fare in modo che in qualche modo chi riceve sussidi contribuisca con qualcosa in cambio. Ci sono generazioni e generazioni di famiglie in Gran Bretagna che non hanno mai lavorato in vita loro! Poi sicuramente lavorerei per garantire che i medici facciano davvero i medici, invece che starsene seduti a scrivere ricette e che avessero un approccio olistico avendo una dimestichezza anche a forme di terapie più ampie rispetto a quelle tradizionali.


JOSH

“Farei sentire tutti parte attiva di una comunità”

Il Regno Unito è vario e può diventare una società ancora migliore, attraverso un maggiore coinvolgimento e responsabilità delle comunità. Quindi abbiamo bisogno che ci sia qualcuno che unisca di più la comunità dei cittadini, in modo che ognuno senta di avere un ruolo, una funzione e di concorrere a un fine più alto, invece di identificarsi solo nel suo posto di lavoro, sentendosi parte della Gran Bretagna, che sia nato o non nato qui.


ALICE BERNHARDT

“Produrre di più in patria e meno all’estero”

Vorrei introdurre tutti i modi di trasporto elettrico per ridurre l'inquinamento, rendere gratuita l’istruzione e gli asili nido, pensione garantita e alloggi per gli anziani, riportare in patria la produzione all'estero per aumentare i posti di lavoro e di conseguenza ridurre i sussidi per i disoccupati che consentirà di abbassare le tasse, ed eliminare le centrali nucleare aumentando gli impianti di energia rinnovabile, eolica e solare.


BEVERLEY R.

“Ridurre la disoccupazione giovanile”

La mia visione sarebbe di risolvere il crescente problema della disoccupazione giovanile nel Regno Unito. Non va così male come in altre parti d'Europa, ma la stima corrente del 25% significa che troppi giovani – di cui molti con una formazione di livello universitario- sono senza lavoro. Collaborando con le imprese, vorrei trovare il modo di garantire posti di lavoro per i giovani appena escono dalle università. Per chi ha preferito non andare all'università, ci sarebbero programmi di formazione e di apprendistato sovvenzionati dal governo. Affrontare la disoccupazione giovanile avrebbe un effetto a catena positivo per altre aree, come la riduzione del numero di persone che beneficiano di prestazioni sociali, e consentirebbe a più giovani di andare via di casa.


GIULIA CORTIGIANO

“Facilitare il movimento e lo scambio di idee e culture”

Renderei meno cari i trasporti o almeno creerei delle convenzioni per la maggior parte della popolazione in modo da favorire anche, e perché no, il turismo nel paese, ma soprattutto per permettere a tutti di spostarsi senza dover spendere un patrimonio. Farei cambi strutturali alle strade, con più piste ciclabili o percorsi personalizzati per ciclisti che così magari non devono andare al lavoro attraversando il traffico cittadino. Creerei abitazioni meno costose e più accessibili, magari palazzine con il minimo necessario ma accessibili a qualsiasi fascia di cittadini. Importerei un po' di cultura europea, con eventi magari incentrati sui vari paesi in Europa in modo da favorire uno scambio di idee e culture.








GRANT DUDSON


Creativo alla Drive Production

ROSE BONSIER


Studentessa di letteratura inglese

ADRIAN PEACH


Imprenditore

FEDERICA PASINI


Project Manager FunMob

DANIEL TRURAN


Direttore generale ebbf

KATIA FERNANDES


Giornalista freelance

GIULIA CORTIGIANO


Booking Assistant at The Esprit Group